02/03/2019

Ciad - Tibesti

DESTINAZIONE CIAD -  DA TANGERI A LIBREVILLE IN CINQUE TAPPE 2017 - 2019
Quarta Tappa - Ndjamena - Tibesti - Ndjamena, dal 2 al 23 marzo 2019

Tappa  assolutamente imperdibile e unica per gli amanti del Sahara. Percorreremo infatti un anello in Ciad e visto che le auto sono a Ndjamena non possiamo farci mancare la spedizione nel Tibesti ora finalmente riaperto e percorribile.

I punti “forti” di questa tappa:

  • L’erg  du Djourab e l’oasi sahariana di Faya Largeau
  • La regione del Borkou
  • Gli altopiani dell’Emi Koussi ed i nomadi Teda nello sperduto villaggio di Yebbi Bou.
  • I vulcani di Tarso Voon e Tarso Toon e la città di Bardai. 
  • La caldera del Trou au Natron e il trekking nella caldera.
  • Lo sperduto villaggio di Zouar e il rientro passando per la falesia di Angamma su Ndjamena in un sahel tra i più belli dell’Africa.

Il Tibesti: i suoi impressionanti imponenti picchi vulcanici sono stati lo scenario di un viaggio da pionieri in una regione selvaggia. Ora dopo quasi 15 anni di attesa, questa regione mitica, scrigno prezioso e segreto dell’intero Sahara è nuovamente aperta e percorribile ed esercita su di noi un’irresistibile attrazione. E’ un viaggio per veri appassionati di deserti in un contesto imponente ed affascinante la cui bellezza e particolarità lascia spazio ad un’intensa e profonda emozione. Una realtà separata e unica di cui guglie basaltiche, tassili di arenaria, caldere vulcaniche, montagne imponenti, l’incontro con i Tubu Teda custodi delle più antiche tradizioni, sono solo alcuni degli ingredienti che compongono un “must” per i viaggiatori sahariani 

Programma di viaggio

2 marzo 2019
ITALIA - N'DJAMENA
Partenza dall’Italia e arrivo à N’Djamena. Notte in hotel.

3,4,5 marzo 2019 
N'DJAMENA - MOUSSORO - SALAL - KOUBA - FAYA LARGEAU
Dopo la prima colazione ed espletate le formalitá burocratiche di entrata, si parte per il circuito. Si percorre la grande arteria che corre nelle piane alluvionali del lago Tchad fino a Massakori, importante carrefour di piste. Verso oriente si imbocca la pista per Moussoro che attraversa la savana dove resistono aree di coltivazioni (miglio e sorgo), accanto a pianure dove pascolano mandrie di zebu e greggi di ovini.
La pista attraversa e poi costeggia in tutto il suo sviluppo la depressione del Bahr el Ghazal, il fiume delle gazzelle, antico emissario del paleo-tchad. La falda acquifera è qui poco profonda e nutre una vegetazione varia e rigogliosa rappresentata da numerose specie di acacia (nilotica, raddiana, balanites haegiptiaca) e da piccole foreste di palme dum (Hiphaene tebaica). L'opera dell'uomo dove c'è acqua è sempre sorprendente, come nei rigogliosi e ben curati orti di Cheddra. Lungo il Bahr si incontrano il villaggio di Salal, costituito da alcune case in banco disposte attorno al forte coloniale ormai abbandonato e Kouba Oulanga, la "depressione delle acacie". Poco dopo, il Bahr finisce in una piana dove spiccano i caratteristici ammassi di diatomee fossili, testimonianze di altri climi in cui il lago Tchad si estendeva fino a lambire i limiti meridionali del Tibesti. La pista supera ora le dune dell'Erg du Djourab, ostacolo principale per gli scambi commerciali tra Faya e la capitale. Un'ottima balisatura permette di attraversare per circa 80 km le difficili dune; si incontra poi un reg abbastanza scorrevole che si segue fino alla conca di Faya Largeau, annunciata da grandi palmeti, tipici della regione del Borkou. L'oasi di Faya Largeau è posta su una delle direttive che univano le ricche "città" fezzanesi agli imperi di Kanem e Bornou. Fu conquistata dai francesi nei primi anni del '900. Vi è un netto contrasto tra i colori sahariani delle sue costruzioni, del suo mercato coloratissimo e le disastrose reliquie, carri armati, cannoni, ecc., che un'incredibile guerra ha ammassato alla sua periferia.

6, 7, 8, 9 marzo 2019
BORKOU - KOUROUDI - ENNERI MISKI
La pista attraversa il Borkou, serpeggiando fra dune, depositi multicolori di alghe fossili e ordinati palmeti. Si incontrano i villaggi e palmeti di Yen, ove coesistono le capanne Tebou a forma di conchiglia rovesciata con le case in banco dei coltivatori ormai stanziali.
All’uscita dal palmeto, la pista prosegue a nord rimontando verso la splendida regione di Kouroudi e i suoi tassili. Si continua verso gli altopiani dell'Emi Koussi, imponente massiccio vulcanico che, con i suoi 3415 metri, rappresenta la più alta cima del Sahara. La direttrice è data dal corso dell'Enneri Miski, attorniato da vaste erosioni tassiliane, dove pitture ed incisioni rupestri testimoniano la presenza di una vivace civiltà preistorica.

10, 11 marzo 2019
BIRNI ERDE' - YEBBI BOU 
Proseguiamo verso nord in direzione del pozzo di Birni Erdé, l'unico della zona facilmente accessibile e meta obbligata per i nomadi Teda, che vi hanno costruito nei dintorni un piccolo villaggio. A occidente svettano le cime seghettate dell'imponente Tarso Tieroko. La pista si insinua tra le montagne e sale verso gli altopiani vulcanici, sfruttando a volte splendide gole naturali, a volte invece inerpicandosi direttamente su impervie colline sassose. Il villaggio di Yebbi Bou (uno dei più caratteristici del massiccio) è formato dalle tipiche abitazioni dei Teda di questa regione: la "concessione" è formata da una capanna principale rotonda costruita con banco e sassi, ricoperta da un tetto in canne, architettonicamente molto elaborato, con all'interno in posizione centrale il focolare, accanto la tipica "zeriba", di tradizione nomade; attorno vi è un recinto di canne che delimita la proprietà. Un profondo "canyon" ospita uno dei palmeti più belli e rigogliosi della regione.

12, 13 marzo 2019
YEBBI BOU - ZUMRI - BARDAI
Costeggiando le gole di Yebbigué, la pista alterna tratti molto impervi e sassosi a lunghi percorsi in verdi "enneri" (ouadi in lingua Teda), ove abbondano acacie e tamerici, aggirando così gli enormi complessi vulcanici del Tarso Voon e del Tarso Toon.
Nella valle dell'Enneri Zumri sono adagiate alcune oasi verdeggianti, costruite là dove le imponenti gole arenacee si interrompono, lasciando spazio vitale per costruire e coltivare. Procediamo seguendo le splendide gole di Zumri ed effettuando bellissime escursoni a piedi nei labirinti arenacei circostanti; immerse in questo silenzioso caos roccioso, spiccano, affascinanti e misteriose, numerose tombe preislamiche di diversa grandezza e forma.
Bardai, ad un'altitudine di 1000 metri, è il capoluogo della regione; abitata da tempi remoti, situata sulle piste che dal Fezzan raggiungevano l'Africa nera, è posta in una cornice di montagne di indescrivibile bellezza. L'oasi è appena uscita da anni di guerra e incomincia a ritrovare vitalità e voglia di costruire, voglia di riprendere i commerci nel piccolo viale affollato di botteghe con commercianti arabi e sudanesi; è un poverissimo "bazar", ma l'unico nel raggio di centinaia di chilometri.

14, 15 marzo 2019
BARDAI, TROU AU NATRON
Lasciata Bardai, si incomincia una lenta risalita percorrendo gli enneri che tagliano enormi colate laviche. Superate le gole di Oudinger, la pista si inerpica sino ad un colle a 2200 metri, oltre il quale appare il cratere del Trou au Natron, dal diametro di 6 chilometri per una profondità di 700 metri, che costituisce un'enorme caldera succedutasi ad un'esplosione vulcanica verso la fine del terziario; al suo interno, oltre ad alcuni piccoli coni lavici dovuti ad una ripresa dell'attività vulcanica nel quaternario, una crosta bianca di bicarbonato di sodio ricopre il fondo del cratere e serve come pascolo salato per gli animali, che i nomadi Tubu vi accompagnano. Campo sui bordi del cratere.
La giornata successiva, sarà dedicata alla discesa nel cratere, tramite un lungo sentiero, privo di difficoltà “alpinistiche”, ma lungo e faticoso. Pic nic sul fondo e risalita nel primo pomeriggio.

16 marzo 2019
TROU AU NATRON - REGIONE DI ZOUAR 
La pista per scendere nelle piane dell'Enneri Tao a 650 metri di quota è anch'essa impervia e sconnessa, ma lo spettacolo all'orizzonte delle prime dune dell'Erg di Bilma e delle guglie di Sissé che si innalzano dalle sabbie più a nord, è stupendo. Seguendo il corso del suddetto Enneri si arriva nella piana prospiciente la regione di Zouar

17 marzo 2019
ZOUAR 
Arrivo all’oasi di Zouar ove risiede il Derdé, capo spirituale e tradizionale delle famiglie Tébu del Tibesti. Le povere case che compongono il villaggio sono in contrasto con la festosa cornice di montagne, quinte rocciose e dune che la circondano. Molto pittoresco è il piccolo mercato che vivacizza il paese.
Dopo aver effettuato una camminata nei dintorni del villaggio e rifornito il convoglio di acqua e carburante, lasciamo Zouar superando gli ultimi contrafforti rocciosi meridionali ed entrando lentamente nella splendida regione in cui alti picchi rocciosi spiccano isolati su un terreno sabbioso. Campo.

18, 19, 20 marzo 2019
GRANDE TRAVERSATA VERSO IL SAHEL
Inizia una spettacolare traversata di 700 km, nel vuoto più assoluto, superando cordoni di dune e piane infinite, per raggiungere il solitari pozzi nel sahel settentrionale. Là dove inizia una effimera vegetazione erbacea e arbustiva, sorprendenti branchi di gazzelle, antilopi e solitarie otarde dal volo maestoso, incroceranno il nostro passaggio.
Si è ritornati nel Kanem: geograficamente inizia qua il sahel e si ritrovano i nomadi Daza e Kereda, in continuo spostamento da un pascolo all'altro.

21 marzo 2019
MAO - MONDO
Ricominciano le colture e i villaggi in banco pieni di colore africano, tipici di questa regione, governati dai vari sultanati che ancora mantengono una certa indiscutibile autorità. Siamo nel Kanem, storicamente uno dei più potenti reami neri del continente; si raggiunge il sultanato di Mao, oggi un piccolo villaggio, me che dall’XI° al XVI° secolo costituiva il centro dello splendore del Kanem islamico. Le grandi acacie sempre più frequenti e imponenti, caratterizzano l'ultima tratta dell'itinerario.

22 marzo 2019
N'DJAMENA
Arrivo a N'Djamena nel pomeriggio e sistemazione in Hotel con camere a disposizione per la doccia.Dopo cena, trasferimento in aereoporto e volo notturno.

23 marzo 2019
ARRIVO IN ITALIA 

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